Maremma: alla scoperta del territorio

Il perché di un nome

Il termine maremma descrive un territorio pianeggiante in prossimità della costa, normalmente sabbioso dove, per un gioco di correnti, si vengono a formare degli sbarramenti che impediscono ai corsi d’acqua di gettarsi in mare, con la conseguenza che queste zone vengono trasformate in stagni e paludi.

Ed è proprio questo che è accaduto nell’Alto Medio Evo al territorio che oggi prende il nome di Maremma, un territorio dalla storia antica che già in epoca etrusco-romana era conosciuto per la sua prosperità, tanto da meritare il nome di “pingue granaio d’Etruria”.

Si può immaginare come questa terra divenne col tempo malsana e inospitale, dove la fertilità aveva lasciato il posto alla malaria, offrendo rifugio solo ai briganti.

Una situazione che si mantenne per secoli, fino a quando, con l’impegno dei Duchi di Toscana, tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, iniziarono i lavori di bonifica.

Maremma e Maremme

Sarebbe più corretto parlare di Maremme.

Sono tre le zone che meritano il questa denominazione, su un territorio che si distende tra la costa toscana e quella laziale.

La prima si può definire Alta Maremma o Maremma Settentrionale: è quella porzione di costa che si snoda tra le province di Pisa e Livorno, fino a lambire nell’entroterra la val di Cornia e la Valle del Cecina; è conosciuta anche come Costa degli Etruschi.

La seconda è la Maremma Grossetana: dal Golfo di Follonica a nord ed oltre l’Argentario a sud, comprende nell’entroterra la zona delle Colline Metallifere, le colline alle pendici del Monte Amiata, la bassa valle del fiume Ombrone, la Costa dell’Argentario e la Zona del Tufo.

La terza è la Maremma Laziale, che si estende lungo la costa dell’Alto Lazio e comprende la parte occidentale della provincia di Viterbo e la parte più settentrionale di quella di Roma, spingendosi all’interno fino alla zona collinare della Tuscia.

Ogni zona presenta della peculiarità da un punto di vista naturalistico, mentre nella suddivisione in tre zone contribuisce molto la componente storico-sociale, che fa di ognuna di loro un vero ‘unicum’ culturale e di tradizioni.

La cosa che più affascina di questa terra è la diversità, da non intendersi solo come differenza con le altre parti d’Italia, ma soprattutto per le differenze che si incontrano nel proprio territorio: diversità naturalistiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche che non ti aspetti di trovare a pochi chilometri di distanza da un posto all’altro.

Differenze che ti spingono ogni giorno a scoprire ogni piccolo angolo di questo territorio.

Il clima

È doveroso soffermarsi sul clima.

Il clima è mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e secche: le temperature sulla costa si aggirano intorno ai 5°C in gennaio e 25°C in luglio.

Scarse le precipitazioni nei periodi estivi, più frequenti in autunno, per una complessiva quota annuale che si aggira, sempre sulla costa, intorno ai 550 mm.

Le caratteristiche del clima predispongono alla coltivazione di cereali, frutta, olive e uva.

La Maremma Grossetana

Più delle altre due zone, la Maremma Grossetana è una terra che affascina per i suoi contrasti.

Dalle pianure verdeggianti, ai boschi di castagni e faggi.

Dalle spiagge basse e sabbiose, alle alte scogliere di granito.

Dalle bellezze naturalistiche, agli ammirabili manufatti architettonici.

Dai tenui colori delle colline all’alba, agli scintillanti tramonti sul mare.

Dai profumi delicati dei prati in fiore, al salmastro delle piccole cale.

Dal sapore caldo della frutta appena colta, ai sapidi gusti della cucina di pesce.

Dal caldo delle assolate campagne, al fresco delle cantine scavate nel tufo.

La Maremma Grossetana è espressione di una natura amara, ma che l’uomo nel corso di millenni ha imparato a conoscere, ad adattarsi e a conviverci: proprio per questo rimane una delle zone più naturali ed incontaminate d’Italia.

Come uno spirito selvaggio che vaga su grandi spazi, qua anche il tempo sembra dilatarsi: la scoperta di questa terra assume una dimensione e un ritmo in cui il viaggiatore è in perfetta armonia con il territorio.

Profumi e sapori di Maremma

Rimanendo in tema agricolo, l’olio extravergine di oliva rappresenta un prodotto di qualità, con una DOP con l’Olio Extra Vergine di Oliva Seggiano e una IGP con l’Olio Extra Vergine d’Oliva Toscano.

Anche per la Castagna del Monte Amiata è stata riconosciuta una IGP, mentre allo Zafferano Purissimo di Maremma è riconosciuta la Tradizionale Toscana.

Agli estimatori della gastronomia, la Maremma offre tradizioni culinarie legate ad una cucina genuina, legata sempre a prodotti di prima qualità, vere e proprie eccellenze come:

  • Formaggi: il Pecorino Toscano DOP o lo Stracchino Tradizionale di Toscana;
  • Carne e Salumi: il Suino Cinto Toscano DOP, il Prosciutto Toscano DOP, il Vitellone Bianco dell’Appennino IGP, le Salsicce di Cinghiale Tradizionali Toscane;
  • Pesce: la Bottarga di Cefalo di Orbetello Tradizionale Toscana, nonché Presidio Slow Food;
  • Pasta e Dolci: la Pasta Tosca Agriqualità e lo Sfratto Pitiglianese Tradizionale Toscano, nonché Presidio Slow Food;
  • Miele: il Miele Millefiori Toscano Tradizionale.

Una tradizione culinaria che va dalla montagna al mare, passando per le colline.

Dall’Acquacotta, il piatto per eccellenza della cucina maremmana, alle prelibate Pappardelle alla lepre, dai Tortelli Maremmani di bietola e ricotta, al Caldaro, la zuppa di pesce povero dell’Argentario; ma anche dalla Zuppa di funghi e castagne dell’Amiata, al Buglione di Agnello.

E dunque partiamo alla scoperta dei profumi e dei sapori dei territori che compongono questo Cuore di Maremma: le Colline Metallifere, l’Amiata Grossetana, le Colline Grossetane, la Costa d’Argento e le Città del Tufo.

Buon viaggio!

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