“I Grandi Bianchi del Friuli Venezia Giulia” a Only Wine Festival

Nonostante il rinvenire di un inverno burrascoso, i visitatori della terza edizione dell’Only Wine Festival hanno potuto godersi il loro soggiorno all’ insegna della degustazione. Una manifestazione dedicata ai giovani produttori ed alle piccole cantine. A dare il vero tocco di classe è la “Sala degli Specchi” del Palazzo Bufalini. Un ambiente così regale: affreschi in ogni dove, tandaggi e specchi dorati circordano il lampadario che, sontuoso domina la sala intera.

Qui, abbiamo la fortuna di assistere ad una degustazione guidata che ha come protagonista il Miglior Sommelier d’Italia 2015, il fiorentino Andrea Galanti; tema della degustazione “I Grandi Bianchi del Friuli Venezia Giulia”: una carrellata sui prodotti dell’Azienda Borgo Savaian, rappresentata per l’occasione dal titolare Stefano Bastiani. Quest’ultimo espone brevemente le caratteristiche della sua azienda: la sede è a Cormòns ed i vigneti sorgono sia nella zona collinare DOC Collio, sia presso le sponde del fiume Isonzo: la bellezza di smeraldo. Borgo Savaian si dedica ai suoi diciotto ettari di vigneto, lungo il fianco del monte Quarin, da oltre tre generazioni.

Il percorso di degustazione inizia con un Ribolla Gialla del 2015. Andrea Galanti ne sottolinea il passaggio in acciaio, ciò consente al vino di esprimere solo sentori primari e secondari. Il risultato: gioventù, freschezza e scarsa consistenza. Il giallo paglierino non è troppo carico. Inizialmente prevale una nota di camomilla, seguita da una susina gialla e, come sostiene il relatore: un accenno di lacca si fa sentire alla fine. Un vino elegante che coinvolge per la morbidezza. Alla fine arriva la freschezza: piacevole a non finire.

Dopodiché il Friuliano si presenta con la medesima limpidezza e un giallo paglierino scarico con riflessi verdolini. La sua netta intensità richiama freschezza ed importanza. Sentori di pietra bagnata, note ferrose ed un’impeccabile aroma di mandorla. Assaggiandolo si coglie il sapore di un’albicocca che tende ad essere astringente. Il relatore scorge una certa oleosità che batte sul palato e accompagna l’entrata della mandorla. La sua è un’acidità straripante anche se la sensazione del calore non è così spiacevole. Un buon abbinamento con questo vino, alquanto pungente, potrebbe cadere su un San Daniele stagionato.

Il Pinot Grigio si caratterizza per luminosità e un bel giallo paglierino. Una vera e propria ondata di sentori: pera, mela e, a seguire, una banana intensa. Un floreale sinuoso di eucalipto con un’acacia appena espressa. A prevalere è la sapidità con una nota marina. Un vino quasi equilibrato, che si può accompagnare, secondo il relatore, con un ragù bianco di coniglio con crema di salvia.

Decisamente intenso e fresco il Malvasia tendente al dorato. Ci esprime un profumo di menta e basilico, il quale accompagna un tratto esotico. In questo vino parla la gioventù: mix distinto di arancia e cedro. Il suo essere avvolgente e salato, ci suggerisce di azzardare un abbinamento con una cucina esotica.

Il Sauvignon si presenta come un vero bouquet di fiori. I sentori di menta e basilico accompagnano una nota di peperone. Naso pungente con il profumo di biancospino e gelsomino. Assaggiandolo si percepisce foglia di pomodoro, per poi terminare su toni minerali. A tenere testa a questo vino sono i piatti speziati.

Dulcis in fundo: un Verduzzo Friuliano del 2013. Colore ambrato e luminoso. All’ordine del giorno: amaretto e miele per questo “rosso mancato”, così chiamato da Bastiani. Caramello, scorza di arancia e crema chantilly sono avvolgenti. Il profumo è pungente, a chiudere il quadro olfattivo è il profumo di incenso. Al suo ingresso in bocca ritroviamo la crema chantilly, cera e un mix di cannella e mela; sono questi i responsabili della morbidezza di questo vino. Equilibrato: considerato campione di assoluta eleganza.