Taverna Kerkira: la magia della cucina greco-calabra

Kerkira è il nome greco dell’Isola di Corfù, il luogo che ha impresso un segno indelebile alla famiglia Dato, originaria di Bagnara, una piccola cittadina della costa tirrenica della Calabria.

A Corfù Rosario Dato si trovò durante la Seconda Guerra Mondiale con il 18° Reggimento della Divisione Acqui, sfuggendo fortunosamente alle rappresaglie naziste dopo l’armistizio dell’8 Settembre 1943.

Ma, come spesso succede nelle tragedie, è sempre l’amore a vincere e Rosario a Corfù trovò la donna della sua vita, Marika originaria dell’isola; appena possibile la coppia italo-greca fece ritorno a Bagnara e mise su famiglia: dapprima nacque Domenico, poi Fulvio e infine Rosvita, nome originale composto da Rosa ed Evita.

A Fulvio e Rosvita Dato si deve, ormai trent’anni fa, la nascita del locale che, già nel nome Taverna Kerkira, richiama le radici greche di parte materna; ma al lato pratico non vengono dimenticati gli influssi della cucina tradizionale calabrese, con il risultato di un connubio di profumi e sapori che sublimano la comune radice mediterranea.

Già all’ingresso il locale si presenta essenziale, come l’interno l’arredo è minimalista che quasi ti fa pensare a un dopo-lavoro ferroviario: non è da escludere che questo aspetto sia voluto (non dimentichiamo che Rosvita è arcihitetto!), per far concentrare meglio l’avventore su ciò che gusta.

Una cosa è certa: l’accoglienza da parte del personale è molto calorosa e professionale, in particolare quella di Maria Luce, la nipote-sommelier, che raccoglie le comande e illustra i piatti in maniera dettagliata e affabile.

L’atmosfera è altrettanto particolare, non c’è fretta e tutto scorre in maniera pacata: questa è una scelta del locale che effettua un turno unico di servizio, in modo da consentire al cliente di rimanere tutto il tempo desiderato; un sussurrato sottofondo di musica jazz completa piacevolmente l’ambiente.

Su consiglio di Maria Luce facciamo un assaggio di antipasti iniziando dai Gamberi cotti al vapore su bianco di mandorle, in cui il dolciastro dei crostacei si confonde con il lieve amaro di una salsa alle mandorle insaporita con sale alla vaniglia e pepe del Madagascar: il tutto condito con olio evo.

Il carpaccio di merluzzo confonde il sapore aspro della marinatura nell’arancia a quello dolce del croccante di torrone, il tutto insaporito al sale alla lavanda, basilico, cipollina e finocchietto: qui si comincia ad apprezzare la bravura dello Chef Fulvio nell’amalgamare i sapori della cucina greca con le tradizioni locali, quali il torrone che è una specialità di Bagnara.

Il polpo grigliato è presentato su una base di passata di fave che ne esalta la sapidità, poi insaporito da capperi, cipollina e una spolverata di paprica.

Chiude gli antipasti la Tiropitakia, un cuore di formaggi ellenici, feta e kefalotiri, avvolto da uno strato sottile di sfoglia greca, la pasta fillo, poi fritto: il risultato è molto stuzzicante, con una più consistente crosta che racchiude un filante e sapido contenuto.

Il vino consigliato da Maria Luce è stato sicuramente azzeccato per i piatti scelti: il Calastrazza Rosato 2013 La Pizzuta del Principe, un IGP Val di Neto, da uve Magliocco al 100%; di un bel rosa chiaretto, con profumo di rosa, frutta rossa matura e note di confettura, lascia in bocca un persistente sapore di amarena.

Chi mi accompagna sceglie un primo fresco e saporito: mezzi cannolicchi rigati alle alici fresche, pinoli, pomodorini e finocchietto selvatico.

La mia preferenza cade sul secondo: il ‘Saúro alla corfiota’, un filetto di spigola all’agrodolce, con delicata marinatura in aceto, accompagnato da uva passa e rosmarino, che risulta un’ottima opzione per godere il gusto della cucina ellenica.

La cena procede in un’atmosfera quasi intima: l’ambiente sobrio, l’affabilità del personale, la situazione rilassante mette a proprio agio e predispone ad assaggiare sapori nuovi e abbinamenti stuzzicanti.

Al momento di ordinare i dessert ci raggiunge al tavolo Rosvita che in cucina si dedica esclusivamente alla loro preparazione, che illustra in maniera particolareggiata e partecipata: dopo qualche minuto Rosvita torna al tavolo con i dolci scelti.

Il gelato alla crema con macedonia di frutta tropicale e salsa passion fruit si rivela molto delicato, fresco e gustoso; ma il ‘Gelato di pistacchi con cioccolato e crema mou’ è sicuramente già alla vista di gradevole impatto, mentre è straordinario al gusto per equilibrio tra l’amaro dei pistacchi e del cacao da una parte e la delicatissima crema mou dall’altra.

Al termine della cena non ci rendiamo conto di essere rimasti seduti così tanto tempo: rimaniamo appagati da una piacevole sensazione che non deriva solamente dal piacere fisico di avere gustato pietanze particolari, ma anche da una sorta di piacere mentale per avere trascorso il nostro tempo in quel posto.

Probabilmente Fulvio, Rosvita e Maria Luce Dato sono riusciti ancora una volta nella loro magia…