Gramona a Sant Sadurní d’Anoia: l’altra faccia del Penedès, dove il tempo diventa metodo

GRAMONA THE TASTE TRAVELERS 1C’è un modo di raccontare gli spumanti catalani che passa sempre dagli stessi termini: “Cava”, “Metodo Tradizionale”, “Mercato Globale”.

Poi ce n’è un altro, più silenzioso, più agricolo, che parla di vigne solcate una per una, di lieviti lasciati lavorare per anni, di decisioni prese in controtendenza pur di non tradire un’identità.

A Sant Sadurní d’Anoia, nel cuore del Penedès, Gramona appartiene senza dubbio a questa seconda storia.

Per capire Gramona occorre risalire a metà Ottocento: la famiglia Batlle lavora vigneti nel Penedès e produce vini destinati, già allora, alla spumantizzazione; nel 1881 viene acquistata la Tenuta La Plana, destinata a diventare uno dei riferimenti agricoli del percorso produttivo.

Il passaggio decisivo arriva nel 1913, quando Pilar Batlle sposa Bartomeu Gramona: due famiglie si uniscono e si salda il legame tra patrimonio vitato e visione produttiva. Nel 1921, per la prima volta, il nome Gramona compare sull’etichetta di uno spumante: non è un semplice dettaglio grafico, ma la dichiarazione pubblica di un’identità produttiva.

GRAMONA THE TASTE TRAVELERS 3Da lì in avanti il percorso resta coerente: spumantizzazione in Metodo Classico, lunghi affinamenti e un’idea di qualità costruita sul tempo, un approccio che oggi suona quasi “antimoderno” ed invece è modernissimo: non cerca scorciatoie, cerca definizione.

Quando si parla di Penedès si rischia di semplificare: mare e colline, caldo e brezza; in realtà, il cuore di questo territorio è un mosaico.

Gramona lavora con la combinazione di vigne di proprietà e conferitori storici: un bacino complessivo gestito che arriva a diverse centinaia di ettari, con una quota significativa di vigneto di proprietà.

La chiave è la varietà dei suoli: tessiture diverse dalle argille calcaree, ai componenti alluvionali, con l’effetto sull’acidità del prodotto finale, elemento fondamentale quando l’obiettivo è lasciare i vini per anni sui lieviti.

Tre le vigne storiche che tornano nel racconto della produzione di alta gamma:

  • Can Romeu, con una superficie dichiarata di 4,5 ettari e suoli alluvionali con argille e ghiaie è la vigna-simbolo di Celler Batlle.
  • Les Tres Serres, è legata a Innoble (100% xarel·lo) e alla ricerca di struttura e longevità del vitigno.
  • Font de Jui, è il riferimento per III Lustros e per una sintesi tra maturità mediterranea e tensione minerale.

GRAMONA THE TASTE TRAVELERS 5Gramona ha reso esplicita una scelta agricola che oggi è parte integrante del suo posizionamento: conduzione biodinamica e certificazione Demeter sia in vigna sia in cantina sin dal 2014.

Il passaggio alla conduzione biodinamica è avvenuto gradualmente, parcella per parcella: le vigne di Can Romeu sono state le prime del patrimonio aziendale a ottenere la certificazione Demeter nel 2015, dato che racconta bene come certi cambiamenti arrivino per tappe e per convinzione, non per moda.

Per Gramona è fondamentale riportare vitalità al suolo, aumentare biodiversità, lavorare per prevenzione più che per correzione.

Nel Penedès, Gramona non è l’unica cantina ad avere questa visione produttiva, tanto che nel 2015 nasce Aliances per la Terra, associazione “pro-biodynamic” a cui aderiscono altri vignaioli.

Questa associazione è una vera e propria rete di vignaioli che lavora collettivamente per rivitalizzare i suoli e ottenere uve più espressive, condividendo un impegno comune verso pratiche biodinamiche: la qualità, qui, è anche un fatto di comunità.

GRAMONA THE TASTE TRAVELERS 10Per capire “l’altra faccia del Penedès”, bisogna passare da Corpinnat.

Non è una denominazione ma un marchio collettivo europeo di garanzia nato nel 2018 per distinguere gli spumanti prodotti nel cuore del Penedès con regole più severe rispetto a quelle della DO Cava; il nome stesso è una dichiarazione: ‘Cor’ come “cuore” e ‘Pinnat’, una radice legata al territorio del Penedès.

Le norme chiave sono nette: uve 100% biologiche, vendemmia manuale, vinificazione interamente presso la cantina, affinamento minimo sui lieviti di 18 mesi.

Il progetto cresce e si allarga e il dato aggiornato è significativo: attualmente Corpinnat conta 21 cantine.

Nel racconto Gramona, la sostenibilità non è un capitolo a parte: è un insieme di scelte al servizio del vino. In cantina l’architettura bioclimatica e la stabilità delle condizioni di affinamento sono parte della logica produttiva, soprattutto quando si parla di lunghissime soste.

Sul piano energetico, l’azienda racconta l’installazione di un impianto fotovoltaico (dal 2014) come leva concreta di riduzione dei consumi e delle emissioni: dettaglio non secondario, quando la qualità nasce anche dalla capacità di aspettare.

GRAMONA THE TASTE TRAVELERS 11La visita della cantina rende visibile ciò che spesso si immagina soltanto a partire dalle basi: per le diverse cuvée, le varietà vengono vinificate separatamente al fine di conservare identità e modulare l’assemblaggio con precisione.

Arrivato qui, vengo accompagnato da Sandra, guida professionale e precisa.

In un paio ore ho visto e toccato con mano ciò che spesso rimane astratto e solo scritto nelle schede tecniche: un vino di riserva assaggiato direttamente dalla botte, il remuage su pupitre, una sboccatura e la tappatura eseguite dal vivo.

Ma, oltre a questi aspetti che ti fanno toccare con mano la produzione di uno spumante, la parte più coinvolgente è stata l’evidenza di un’idea.

Per Gramona il tempo non è un costo: è uno strumento di definizione.

Infatti, il tema della sosta sui lieviti, qui portata a livelli che diventano cifra stilistica: Imperial oltre 50 mesi, Innoble oltre 56 mesi, III Lustros oltre 84 mesi, Celler Batlle oltre 110 mesi.

GRAMONA THE TASTE TRAVELERS 12La degustazione è stata un vero e proprio itinerario dentro lo stile della casa, una successione dove ogni spumante aggiunge un livello di profondità e una diversa interpretazione del tempo: non si cambia stile ogni volta che si sale di gamma, ma cambia la profondità, una coerenza che, alla fine, è la firma più credibile.

Si inizia con Imperial, un vino simbolo della casa: varietà tradizionali con aggiunta di Chardonnay da vigneti selezionati vinificate separatamente, dopo assemblaggio e presa di spuma, affinamento di oltre 50 mesi sui lieviti; dosaggio contenuto di 4 g/l che lo definisce come Brut. Nel bicchiere, oltre al frutto maturo, arrivano note di pasticceria e una freschezza che tiene il sorso in movimento.

Si continua con Innoble (Cuvée 319, nella versione degustata), 100% xarel·lo da vecchie vigne, con vino base affinato in foudre, lungo riposo sui lieviti di oltre 56 mesi; dosaggio Brut nature. È un vino che non gioca sull’immediatezza, ma su stratificazione e precisione.

III Lustros, da uve xarel·lo e macabeo, riposa per oltre 84 mesi sui lieviti ed esce in versione Brut Nature per dare voce ai varietali. Ma non è solo “quanto” tempo: è come si accompagna quel tempo. Il processo è artigianale con uso di pupitre, remuage e dégorgement manuali. Qui il Penedès smette di essere “categoria” e torna a essere “luogo”: autolisi fine, spina minerale, allungo sapido.

GRAMONA THE TASTE TRAVELERS 13Infine, Celler Batlle, la sintesi estrema della filosofia Gramona sui lunghi affinamenti: da uve xarel·lo e macabeo provenienti da Can Romeu di 4,5 ha, fermentazione in bottiglia con sughero, lavorazioni manuali, sosta di almeno 110 mesi sui lieviti. È un vino di profondità che conserva energia: maturità come forma superiore di freschezza.

Gramona ti coinvolge non solo per il fatto che fa grandi spumanti, ma perché mette in evidenza una traiettoria del Penedès che molti stanno cercando: più agricola, più rigorosa, più identitaria.

Corpinnat è un passaporto utile, ma occorre osservare i vigneti, entrare nella cantina, vedere come le mani lavorano.

E poi degustare, con calma, per riconoscere il filo comune: precisione, alta professionalità, territorio.

E capire che, quando il tempo è usato come metodo, ogni bollicina diventa un racconto.

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