Bodegas RODA a Haro: la “nuova Rioja” affacciata sull’Ebro

RODA THE TASTE TRAVELERS 2C’è un luogo, a Haro, dove La Rioja sembra condensarsi in uno spazio delimitato, il Barrio de la Estación, il quartiere nato e cresciuto attorno alla ferrovia, quando i vini del territorio iniziarono a viaggiare con una continuità prima impensabile.

Qui, nel raggio di una passeggiata, convive tra alcune delle firme storiche della denominazione, un’idea più moderna di cantina, Bodegas RODA, fondata nel 1987 da Carmen Daurella e Mario Rotllant: il nome nasce proprio dalle iniziali dei loro cognomi.

È una storia “recente” solo nei tempi, perché RODA sceglie di insediarsi nel cuore simbolico della Rioja classica, ma lo fa con un linguaggio architettonico e tecnico diverso: linee pulite, razionalità produttiva, ricerca e, soprattutto, la volontà di far dialogare la tradizione di Haro con un approccio enologico che guarda al futuro.

Per capire RODA, vale la pena partire dal contesto.

Haro è il nome-chiave della Rioja Alta, una sorta di “distretto del vino” dove la prossimità fisica tra cantine rappresenta un capitolo decisivo della storia enologica spagnola: la presenza di capacità che si contaminano, poi l’arrivo della ferrovia, la possibilità di spedire, l’apertura a mercati lontani.

RODA THE TASTE TRAVELERS 5Quella della Rioja, poi, non è una denominazione qualsiasi: riconosciuta fin dal 1925, ha ottenuto la qualifica massima di DOCa (Denominación de Origen Calificada) nel 1991, la prima delle uniche due in Spagna a raggiungere questo livello qualitativo.

RODA nasce nel 1987, quando una nuova generazione di produttori spagnoli prova a reinterpretare territori storici con strumenti diversi: un’“avventura ambiziosa e inedita” guidata dalla famiglia Rotllant Daurella con l’obiettivo dichiarato di portare qualcosa di nuovo al mondo del vino.

Il punto, però, non è soltanto l’anno di fondazione: è la scelta di dove e come si costruisce la cantina.

RODA è letteralmente affacciata sull’Ebro, su un costone del Barrio de la Estación e, dettaglio affascinante, sorge sopra un calado ottocentesco, una sorta di galleria sotterranea che in passato veniva usata dai viticoltori per stoccare le uve che venivano più facilmente inviate in Francia, a quei tempi falcidiata dalla fillossera.

L’azienda cresce in quattro fasi, adattando le strutture all’evoluzione produttiva: 1991, 1996, 2000, 2018 sono gli anni delle tappe, dove l’ultimo ampliamento è dichiaratamente orientato all’efficienza energetica al passo con i tempi.

RODA THE TASTE TRAVELERS 9E proprio l’ecosostenibilità in cantina è uno dei fiori all’occhiello di RODA, che dichiara l’uso di energia solare per produrre acqua calda ad alta temperatura (circa 70°C) utilizzata sia per i cicli produttivi che per il riscaldamento; con l’energia in eccesso si produce anche acqua fredda destinata a rinfrescare gli ambienti.

Sempre con questo sistema, si ha inoltre la possibilità di gestire l’umidità in eccesso nella vecchia cantina ottocentesca.

RODA coltiva 120 ettari vitati complessivi, 70 di proprietà e 50 in conduzione, con parcelle che si distribuiscono in ecosistemi differenti, con altitudini tra 380 e 650 metri s.l.m.

RODA THE TASTE TRAVELERS 10La posizione dei vigneti è unica, ai piedi dei monti di Obarenes, punto di incontro della catena della Cantabria e quella Iberica: qua il fiume Ebro fa da spartiacque e mitiga il clima, già condizionato da influenze atlantiche e continentali.

Un passaggio, questo, importante, perché aiuta a leggere lo stile dei vini: maturità ma con la ricerca costante di freschezza e tensione.

La visita, guidata dalla gentile e competente Lucia, mette subito al centro il tratto identitario della produzione: il legno non è un semplice contenitore, ma parte integrante della “sintassi” produttiva.

RODA vinifica in tini di rovere francese a temperatura controllata, distribuiti tra una cantina “classica” con 17 tini e una più moderna con 18: in totale, 35 vasi vinari, con capacità che variano da 40 a 200 ettolitri.

La fermentazione è spontanea con il criterio di separare la vinificazione delle uve provenienti dalle diverse parcelle, per arrivare all’assemblaggio solo alla fine.

RODA THE TASTE TRAVELERS 12Il processo si articola in tre fasi: macerazione prefermentativa a freddo, fermentazione, macerazione post-fermentativa, con follature per circa 18–20 giorni; la svinatura è decisa attraverso valutazioni quotidiane da parte del team di cantina.

Altro punto identitario è la fermentazione malolattica che avviene in barrique di rovere francese.

Per questo scopo, si usa una specifica sala, un ambiente a temperatura controllata capace di ospitare fino a 1.200 barrique, con una parte del vino che sosta in legno nuovo e parte in legno di secondo passaggio, a seconda della tipologia di vino e dell’annata.

L’elevage prosegue tra ambienti moderni e spazi storici: oltre alle sale più recenti, c’è l’elemento narrativamente più potente, il calado, il un tunnel sotterraneo scavato nella roccia che lega RODA alla memoria di Haro.

È qui che il concetto de ‘La Rioja tra passato e presente’ smette di essere uno slogan e diventa, letteralmente, un percorso fisico.

RODA THE TASTE TRAVELERS 19La degustazione è stata uno studio di coerenza: la stessa firma su tre interpretazioni diverse della maturazione in legno del Tempranillo e delle diverse parcelle di provenienza.

SELA 2023 è il vino giovane, da vigne tra 15 e 30 anni, da viticoltura sostenibile.

Nell’annata 2023 la composizione indicata è 95% Tempranillo e 5% Garnacha, con maturazione di 12 mesi in barrique di rovere francese di secondo passaggio.

Nel calice è immediato e centrato su frutto rosso fresco, slanciato, con beva scorrevole: un medio corpo con tannino già ben integrato; quel tipo di vino che racconta la Rioja sussurrandola e che, proprio per questo, ti invoglia a riascoltarlo.

RODA 2021 è uno dei due profili del Tempranillo con cui la cantina mette in evidenza l’invecchiamento in legno, quello del frutto rosso.

Nell’annata 2021 89% Tempranillo, 6% Garnacha, 5% Graciano; fermentazione spontanea in tini di rovere e malolattica in barrique; affinamento in barrique 40% legno nuovo e 60% secondo passaggio per 14 mesi e successiva sosta in bottiglia.

RODA THE TASTE TRAVELERS 20Al naso frutto rosso maturo, violetta, ventaglio di spezie dolci (cannella in primis), accenno di cacao; in bocca è pieno, ma non pesante, con tannino già evoluto, persistenza lunga e finale preciso.

RODA I 2019 nasce da parcelle che in quell’annata hanno maturato in un profilo di frutto nero. 95% Tempranillo e5% Graciano, fermentazione in rovere, malolattica e affinamento in barrique 50% nuovo e 50% secondo passaggio per 16 mesi, a cui seguono 20 mesi di affinamento in bottiglia.

Qui il naso si fa più profondo: prugna matura e frutto scuro, spezie (chiodi di garofano, cannella), cacao, una vena più “terrosa” e balsamica. In bocca di corpo, tannino setoso, allungo che dà la sensazione di conservarsi nel tempo. È il vino che, più degli altri, ti ricorda dove sei: Rioja, ma una Rioja letta in versione contemporanea.

Al termine della visita rimane addosso una sensazione chiara: RODA non gioca a fare “la moderna”, ma tende a rimanere dentro la storia di Haro con accorgimenti adatti al presente.

In questa visione anche la scelta dichiarata della cantina di non usare vini di annate diverse per addomesticare quella in corso e preservare lo stile aziendale: per RODA ogni annata deve rimanere se stessa.

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