Basile: la ricerca della qualità nel Montecucco

giovan-battista-basileGiovan Battista Basile incontra la Maremma nel 1966: in questa terra, precisamente a Monticello Amiata nel Comune di Cinigiano, sua sorella aveva avviato da poco un agriturismo.

Conoscendolo, Giovan Battista si presenta come una persona competente, precisa, attenta ai particolari, con un occhio sempre attento alla qualità; ma, dietro a queste peculiarità prettamente razionali, si cela l’animo più emotivo, dove passione e sentimento sono poi a guidare le scelte, prerogative che tradiscono la sua origine partenopea.

E per Giovan Battista l’incontro con la Maremma ha significato un cambiamento radicale della propria vita, con la scelta di andarci a vivere e intraprendere un’avventura professionale completamente diversa, dopo gli studi universitari in Giurisprudenza.

Il progetto era quello di dedicarsi alla viticoltura, ed è stato un progetto che lo ha visto partire realmente da zero, quando nel 1999 acquista il Podere Monte Mario nel Comune di Cinigiano, praticamente abbandonato e incolto da oltre 30 anni.

basile-vigneMa la scelta non è stata fatta a caso: il primo incentivo veniva dal fatto che siamo in una delle zone di produzione vitivinicola più interessanti e particolari della Maremma Toscana, quella del Montecucco, una sorta di ponte tra quella del Morellino di Scansano e quella più blasonata del Brunello di Montalcino, che proprio in quegli anni comincia a distinguersi grazie al riconoscimento della DOC.

La seconda spinta non era meno motivante: infatti, l’opzione di acquisto era caduta su terreni vocati fin dal 1600 alla coltivazione della vite, anche se le vicissitudini avevano determinato che negli ultimi decenni questa pratica fosse abbandonata, così come qualsiasi altra forma di coltivazione.

Ma proprio quest’ultimo aspetto, trovarsi di fronte a terreni naturalmente integri, spinge Giovan Battista a fare una scelta precisa fin dall’inizio, quella dell’applicazione dei principi della agricoltura biologica su questi terreni: e così, nel 2000 impianta la prima vigna, procede alla ristrutturazione della casa colonica e, di lì a breve, si trasferisce definitivamente in Maremma con la moglie.

Il 2003 è un anno ben impresso nella memoria dei Basile: l’anno della nascita del primogenito Antonio e quello della prima vendemmia, un anno, per chi lo ricorda, caldissimo, non certo ritenuto tra i migliori per chi si dedica alla viticoltura.

basile-bottaiaOggi i terreni dell’Azienda Agricola Biologica Basile si estendono complessivamente per 34 ettari, di cui 8 vitati; questi ultimi hanno una ottimale esposizione a Sud-Ovest.

Da una parte l’altitudine, tra i 330 e i 380 metri slm, dall’altra la vicinanza al Monte Amiata, favoriscono le escursioni termiche durante il periodo di maturazione delle uve; oltre a questo, la vicinanza al mare, che in linea d’aria dista circa quaranta chilometri, favorisce una buona ventilazione, mitigando le temperature del periodo estivo e preservando la sanità delle uve.

Il terreno ha una composizione prevalentemente calcarea e ricca di scheletro, prevalentemente galestro, ottimale per la coltivazione della vite, in particolare per il sangiovese; i boschi che circondano le vigne creano una naturale barriera protettiva.

La scelta di produrre vino biologico impone il controllo e la certificazione delle uve da parte del Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici (CCPB); sempre per questo motivo, la concimazione delle vigne avviene con letame ed altri materiali organici di origine biologica, mentre per la lotta alle malattie della vite vengono impiegati prodotti tradizionali come lo zolfo e, in piccole quantità, il rame,  con molte delle operazioni colturali e la stessa vendemmia che vengono svolte a mano, con scelta dell’uva migliore.

L’attenzione all’ambiente dell’Azienda Basile è massima, con un impatto ambientale pari a zero: non vengono utilizzati diserbanti, si produce energia fotovoltaica pulita e, nell’edificazione degli ambienti di lavoro, sono stati seguiti i principi della bioedilizia.

Le vigne sono impianti a sangiovese e merlot per quanto riguarda i vitigni a bacca nera, vermentino, vionnier e petit manseng per i vitigni a bacca bianca: la produzione è di circa 50.000 bottiglie/anno, con una porzione di vendite all’estero che raggiunge i 4/5 della produzione, rivolta principalmente alla Russia e al Nord Europa (Danimarca, Belgio, Olanda, Svizzera, Gran Bretagna); una quota della produzione se la aggiudica anche Giappone, Stati Uniti e Canada.

wine-taste-basileNelle scelte aziendali Giovan Battista trova validi sostegni, come quello dell’enologo senese Maurizio Saettini che vanta una valida esperienza lavorativa a Montalcino e dunque sul sangiovese; per le attività in vigna e in cantina si avvale dei fidati collaboratori Susanna e Giacomo, mentre la moglie Ilaria, con l’aiuto dei figli Antonio e Federico, si dedica all’accoglienza, allestendo le degustazioni dei vini sempre accompagnati da prodotti tipici locali.

La proposta dei vini dell’Azienda Agricola Biologica Basile si basa su un bianco e tre rossi.

Il bianco ‘Artéteca’ è un blend a base Vermentino con piccoli tagli di Viognier e Petit Manseng, che offre avvolgenti profumi floreali e fruttati, con un sorso di carattere, fresco e beverino.

Tra i rossi, si apre con un blend 50/50 di Sangiovese e Merlot denominato ‘Comandante‘, che presenta un sorso di ottimo equilibrio e tannini ben integrati, per proseguire con il ‘Cartacanta’, un Montecucco Sangiovese DOCG a prevalenza Sangiovese e un 10% di Merlot, che esprime egregiamente le potenzialità di questi vitigni in questo territorio, offrendo al palato buon corpo e lunghezza.

Ad Agio’ rappresenta il top delle proposte della cantina: Montecucco Sangiovese DOCG, dunque un Sangiovese in purezza a cui sono dedicati lunghi tempi di maturazione in legno e di affinamento in bottiglia, con il risultato di un vino con grande eleganza all’olfatto e al palato.

ad-agioi-basileSi diceva all’inizio della grande attenzione che Giovan Battista Basile rivolge alla qualità, ed è proprio questo che si apprezza nei vini da lui prodotti: un atteggiamento che viene visto anche in prospettiva con l’intento di perfezionare sempre di più la proposta, pur rimanendo, come lui afferma, una piccola azienda vitivinicola con un forte legame con il territorio.

Ed il legame con il territorio è sempre più stretto per Giovan Battista, da quando lo scorso Febbraio 2021 è diventato Presidente del Consorzio Tutela Vini Montecucco: l’avventura dei Basile in Maremma continua.

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